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Consumi e priorità, quali i cambiamenti permanenti causati dalla pandema?  Lo rivela uno studio di AlixPartners

May 17, 2021

Un consumatore italiano su due afferma che le sue abitudini di spesa sono cambiate permanentemente a causa della pandemia. L'Italia mostra una tendenza complessiva più bassa a passare all'online dopo la crisi. Tra i cittadini europei, quelli italiani sono i più preoccupati per la propria situazione finanziaria, ma manifestano una maggiore sensibilità verso la sostenibilità. È quanto emerge dall’indagine internazionale realizzata da AlixPartners.

MILANO (17 maggio 2021) – Un consumatore italiano su due afferma di aver cambiato permanentemente le proprie abitudini di spesa in seguito alla pandemia di Covid-19, ma con differenze significative tra le varie categorie di consumo: il 59% degli italiani considera le abitudini a mangiare fuori casa come "cambiate permanentemente" durante la pandemia, mentre la percentuale scende al 24% e al 25% rispettivamente per l’acquisto di prodotti di bellezza e di alimentari.

Lo rivela il sondaggio “Consumer Priorities” di AlixPartners, società globale di consulenza, condotto tra 7.000 consumatori in nove Paesi: Cina, Francia, Germania, Giappone, Italia, Arabia Saudita, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. In media il 48% degli intervistati dei nove Paesi sostiene che la pandemia ha alterato in modo permanente i propri comportamenti di acquisto. Questo risultato varia dal 40% dei consumatori in Arabia Saudita al 60% dei consumatori in Giappone. In Cina e negli Stati Uniti le percentuali si attestano rispettivamente al 44% e al 43%.

Per quanto riguarda in particolare l’Italia, l’indagine di AlixPartners evidenzia che i consumatori hanno continuato a tagliare le spese durante la pandemia con un trend stabile tra l'estate 2020 e l'inverno 2021, mentre in altri Paesi Ue (Germania e Francia) si osserva un calo più pronunciato degli acquisti nell'ultimo inverno rispetto all'estate.

In linea con gli altri Paesi, anche in Italia le spese più impattate dalla pandemia riguardano i viaggi e il turismo (circa -80% rispetto al periodo pre-Covid-19), l’intrattenimento fuori casa (circa -75%), e le attrezzature per l'esercizio fisico (circa -62%). Nelle categorie di prodotto meno colpite troviamo la cosmesi e la cura della persona, mentre gli alimentari (circa +15%) e i prodotti per la casa (+20%) hanno addirittura guadagnato terreno. Le categorie che hanno registrato la maggiore differenza di riduzione della spesa tra l’estate e l’inverno sono l'elettronica di consumo e l'intrattenimento domestico: l'elettronica di consumo passa dal -39% nel periodo estivo al -24% durante l'inverno e l'intrattenimento domestico dal -19% al -5%.

Sul versante viaggi e vacanze, in tutti i paesi prevale la tendenza a favorire le destinazioni turistiche locali. Il 15% degli italiani prevede infatti di prenotare un hotel nel territorio nazionale – o in altri paesi europei – (in linea con gli altri paesi); percentuale che sale al 20% quando si tratta invece di prenotazione dei voli (vs. l’11% della media internazionale).

In termini di spostamento del canale di acquisto, l'Italia mostra una tendenza complessiva più bassa a passare all'online dopo la pandemia rispetto agli altri Paesi dell'Ue. In particolare, il 29% degli intervistati italiani aumenterà gli acquisti in negozio dopo la fine della crisi pandemica, contro il 27% della media internazionale. Allo stesso modo, l'indagine evidenzia che nei prossimi mesi gli italiani tenderanno a riadottare le abitudini alimentari pre-Covid-19 più che in altri paesi europei: il 38% prevede di aumentare nuovamente la propria presenza nei ristoranti, mentre a livello internazionale la percentuale si ferma al 27%.

Tra i paesi europei, i consumatori italiani sono i più preoccupati per la propria situazione finanziaria (14% contro il 9% della Germania, l'8% della Francia e il 7% del Regno Unito). In compenso gli italiani sono i più fiduciosi sull'impatto del vaccino: circa il 74% dei consumatori italiani è ottimista (lo stesso per il Regno Unito), contro il 56% in Francia, il 61% in Germania e il 58% in Svizzera.

Da sottolineare che i consumatori italiani sono tra i più colpiti dal punto di vista della coscienza ambientale dall'inizio della pandemia: il 54% degli intervistati dichiara di aver aumentato la preoccupazione per l’ambiente con un conseguente impatto sulle decisioni di acquisto, mentre in Germania la percentuale scende al 33% e in Francia al 38%. Questa maggiore attenzione all'ambiente ha influenzato le decisioni d'acquisto sotto molteplici aspetti: per esempio la preferenza per gli imballaggi riciclabili, l'aumento degli acquisti di prodotti usati o dei prodotti di provenienza locale.

“Da una lettura positiva dei dati, emergono tre grandi tendenze che determineranno le sfide future per il settore del Retail, del Turismo, del Food e della Ristorazione: sostenibilità, ritorno alle abitudini pre-Covid per ristoranti e negozi, turismo locale” ha commentato Marco Eccheli, Managing Director di AlixPartners. “Per cavalcare questi trend, le catene di ristorazione devono prepararsi rapidamente a far fronte all’imminente aumento dei volumi, riavviando tempestivamente le strategie di sviluppo per ottenere i vantaggi del “first mover”. Alcune aziende si stanno già muovendo in questo senso, come per esempio la Piadineria che ha annunciato 50 nuove aperture entro il 2021, o l’italiana PokeHouse con l’ambizioso piano di 200 aperture in tutta Europa nei prossimi 3 anni”.

“Anche nel settore della moda, alcuni brand, prima di altri, hanno già avviato processi di trasformazione per rispondere al tema della sostenibilità” ha aggiunto Lorenzo Novella, Director di AlixPartners. “Prada, per esempio, ha stretto un accordo con LVMH per lo sviluppo di una piattaforma blockchain comune per migliorare la tracciabilità dei prodotti e aumentare la trasparenza dell’approvvigionamento. D’altro canto, tra i player italiani la “circular – fashion” si sta imponendo come un mantra nello sviluppo del prodotto”.

Informazioni sullo studio
Il sondaggio di AlixPartners è stato condotto nel gennaio 2021 e ha coinvolto 7.164 consumatori, dai 18 anni in su, in Cina, Francia, Germania, Giappone, Italia, Arabia Saudita, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. I dati demografici sono stati bilanciati in tutti i Paesi per sesso, età, reddito, istruzione e luogo di residenza (urbana o non urbana).
Per ulteriori informazioni, visitare www.alixpartners.com.

A proposito di AlixPartners
AlixPartners è una società di consulenza leader a livello globale specializzata nella creazione di valore e nel miglioramento della performance in ogni fase del ciclo di attività aziendale. L’azienda interviene in situazioni a elevato impatto (“when it really matters”) e copre oltre 20 settori industriali in 60 paesi. Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.alixpartners.com

Contatti con i media
Sandrine Chapuis : + 33 6 45991515 / schapuis@alixpartners.com;
Gina Sorce: +39 3483173604 / gina.sorce@rock-communications.it

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