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ELEZIONI PRESIDENZIALI AMERICANE, GUERRA IN UKRAINA E GAZA, L’AVANZATA DELLA CINA E L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: QUESTE LE SFIDE PER I CEO NEL 2024, SECONDO LA V EDIZIONE DELL’ ALIXPARTNERS DISRUPTION INDEX

February 7, 2024

Milano (07 febbraio 2024) - Il 66% dei CEO delle grandi aziende a livello globale è preoccupato per l’impatto che le elezioni presidenziali americane potrà avere sul proprio business, mentre il 68% sostiene che le tensioni con la Cina li stanno spingendo a modificare la propria strategia. Il 68% dei dirigenti considera le nuove tecnologie, in particolare l’intelligenza artificiale generativa, la più grande opportunità per il prossimo anno, ma allo stesso tempo il 63% degli amministratori delegati afferma che la propria azienda non riesce a tenere il passo con il ritmo del cambiamento tecnologico.

È quanto emerge dalla quinta edizione dell’AlixPartners Disruption Index, un’indagine realizzata annualmente dalla società di consulenza globale, che nel 2023 ha intervistato più di 3.000 CEO e dirigenti senior dei principali paesi a livello mondiale (Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia, Svizzera, Cina, Giappone, Arabia Saudita ed Emirati Arabi) con l’obiettivo di analizzare l'entità, la complessità e l’impatto della disruption sulle organizzazioni, le forze che muovono aziende, mercati, reti di valore e modelli operativi come risultato di cambiamenti economici, sociali, ambientali, politici, normativi o tecnologici in atto a livello mondiale, il ritmo di accelerazione di queste forze e le strategie messe in campo per affrontarle.

Dall’indagine condotta risulta che i CEO e i C-Level delle aziende guardano al 2024 con incertezza e preoccupazione: dopo aver affrontato per più di tre anni pandemia, instabilità nelle catene di approvvigionamento, carenza di lavoratori e inflazione, ora si intensificano a livello globale eventi che sfuggono al loro controllo, come le guerre in Ucraina e Gaza, le elezioni presidenziali americane e i continui attriti con la Cina.

“Stiamo entrando in una nuova era di forze disruptive post-pandemiche, più a lungo termine e meno controllabili. Anche se la nostra ricerca mostra che un numero crescente di leader si sente più fiducioso nella propria capacità di gestire la disruption, è altrettanto vero che la maggioranza dei CEO ritiene che la propria azienda non si stia evolvendo abbastanza velocemente da poter affrontare i cambiamenti in atto” ha dichiarato Stefano Aversa, EMEA Chairman e Global Vice-Chairman di AlixPartners.

L’ansia rimane prevalente tra i CEO, con quasi il 60% che teme di perdere il proprio posto di lavoro a causa della disruption. Quasi tutti gli amministratori delegati prevedono di dover rivedere i propri modelli di business nel 2024 e il 63% dei business leader dichiara che li cambieranno in modo significativo nei prossimi mesi.

Circa un terzo dei CEO intervistati identifica l’intelligenza artificiale come la tematica digitale più importante da attenzionare quest’anno. Sebbene il 59% dei dirigenti stia attualmente investendo nell'intelligenza artificiale generativa, solo il 28% riferisce che l’AI è completamente integrata nelle proprie organizzazioni e nei propri flussi di lavoro.

Sul fronte del cambiamento climatico e della transizione energetica, la maggior parte dei business leaders avverte la pressione da parte dei governi e delle autorità di regolamentazione (68%), degli investitori e consigli di amministrazione (64%), dei clienti (58%) e dei dipendenti (57%) affinché i vertici aziendali prendano posizione sulle questioni ambientali.

Per quanto riguarda il contesto macroeconomico, il 41% dei dirigenti intervistati ritiene che l'instabilità dei tassi di interesse e il contesto inflazionistico rappresentino una minaccia, e un terzo vede ancora all'orizzonte il rischio di una recessione.

ITALIA

I dirigenti delle aziende italiane guardano con più fiducia all’intelligenza artificiale rispetto ai colleghi degli altri Paesi: l’86% si dichiara ottimista riguardo all’impatto che l’AI avrà sulle loro imprese, il valore più alto a livello globale. Il 60% (rispetto al 49% a livello globale) dichiara di essere all'avanguardia o addirittura leader nel proprio settore per quanto riguarda l'utilizzo della Gen AI, mentre il 74% (vs. 59% a livello globale) conferma che le proprie aziende stanno attualmente investendo in piattaforme o applicazioni di intelligenza artificiale generativa.

“Nell’ambito delle sfide percepite, l’intelligenza artificiale generativa costituisce l’unica vera opportunità di disruption, e quella che le aziende possono proattivamente gestire: guerre ed elezioni americane sono fenomeni esogeni, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa è una scelta aziendale discrezionale: anche in questo caso meglio sarebbe essere disruptors piuttosto che disrupted”, ha osservato Dario Duse, Italy Country Leader di AlixPartners. “Le implicazioni a livello business possono essere molteplici e contemporanee: crescita della produttività, miglioramento della customer experience e del customer service, nuovi vettori di crescita dei ricavi e di creazione del valore, soprattutto per quelle organizzazioni che sapranno riconoscere e sfruttare al meglio le sue potenzialità. Il segnale positivo è che l’Italia risulta essere il paese dove questo risulta più chiaro al top management, che nel 70% dei casi vede proprio l’AI e l’evoluzione tecnologica come la principale opportunità nella nutrita lista di disruptive forces”.

Nonostante una visione generalmente più ottimistica riguardo al futuro, permane comunque anche tra i top manager italiani una sensazione di incertezza: il 75% degli intervistati (15 punti in più della media) sostiene che è sempre più difficile capire a quali forze dirompenti dare priorità, mentre particolare preoccupazione destano i tassi di interesse (40%), la deglobalizzazione e il protezionismo (34%) e l’invecchiamento della popolazione (31%).

Scarica qui il report completo: Disruption Index

A proposito di AlixPartners

AlixPartners è una società di consulenza leader a livello globale, che da oltre 40 anni supporta aziende e investitori nel rispondere in modo rapido ed efficace alle sfide più critiche, sia che si tratti di migliorare le performance o sviluppare piani di crescita, sia che questo comporti la gestione di trasformazioni operative, finanziarie o digitali. Con oltre 2500 professionisti e 25 sedi in tutto il mondo, affianca i propri clienti dalla fase di analisi a quella di implementazione, misurando il successo in termini di risultati concreti ottenuti. È presente in Italia dal 2003, dove oggi conta un team di oltre 60 consulenti, attivi in molteplici settori industriali tra cui Automotive, Aerospace, Consumer Goods & Retail, Private Equity, TMT e Digital.

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